Ester Viola

L’estate è uno sport da ricchi

Serve ormai più forza di carattere per attraversare la bella stagione che per gli inverni del nostro scontento

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Ester Viola
giu 20, 2026
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Questo comunque non è caldo, è qualcuno che ci vuole male. Siamo appena usciti dalla settimana meteo più terrificante dell’anno - la buona notizia è che siamo qui a raccontarlo, quella brutta è che ne arriveranno altre. Il mondo al momento non si divide più tra felici e infelici, o calmi e nervosi. Si divide nelle uniche due categorie che al momento hanno un senso: chi è obbligato a uscire di casa e chi no.

Elenco di nuovi sentimenti sconosciuti fino a qualche anno fa, quando le apocalissi di calore erano rarissime.

  1. Quella fitta di avvilimento che ti prende quando controlli l’app meteo, lunedì martedì venerdì, tutti uguali da 35 a 38 e la figurina del sole rovente, e tu illuso cerchi in fondo, più in fondo, e passi alle previsioni per la settimana successiva e la temperatura non scende mai, vorresti almeno un 31 gradi per capire se puoi stramazzare nella media, anche cinque minuti di pioggia basterebbero. Niente. Chiudi l’app del meteo come chiudevi il nokia nel 1999 dopo la terza ora di non-risposta al tuo sms di quello che ti piaceva.

  2. Il sentimento altrimenti detto “ma a me l’estate una volta non piaceva? Una volta davvero le giornate di giugno e luglio finivano con l’idea di uscire, vedere gli amici, cenare all’aperto da qualche parte?”

  3. L’altro sentimento altrimenti detto “ma se io uso tutte le forze disponibili per funzionare fisicamente e andare dal posto X al posto Y, con quali altre forze eseguirò i miei compiti intellettuali o come vogliamo chiamare gli impegni del cervello?”

  4. I cinque minuti di mattina superato il portone del palazzo, lo shock, i vestiti che cominciano a rivoltarsi addosso, la domanda perfida all’orizzonte “ce la fai ad arrivare a stasera senza svenire da qualche parte?”

  5. Il sentimento altrimenti detto “se andiamo avanti così un mese e mezzo quelle che farai ad agosto non saranno vacanze, sarà convalescenza”

  6. Un odio di classe nuovissimo per i lavoratori sull’instagram, o per chiunque non sia tenuto per contratto o contingenze a muoversi di casa.

  7. Il sentimento di sconforto per tutte le cose del mondo, poi ti ricordi che non sei demotivato e infelice, è solo pressione bassa e carenza di ferro, che mescolate a caldo fanno la mistura infernale del dottor Faust.

  8. I debiti con l’aria condizionata. È lo strozzino dell’estate. Sempre accesa, è l’unica amica, ma in cambio ti chiede le ossa. Svegliarsi la mattina come se di notte qualcuno ci avesse portati, sonnambuli, a scalare le montagne. Quella specie di piccolo risentimento covato chissà quando e che sbuca con in caffé delle sette, quel volersi vendicare senza sapere di cosa e contro chi, è lei, l’aria condizionata. Al posto della vita fuori, si deve stare nel frigorifero.

Ma il segno più brutto è un altro: sono spariti perfino quegli indefessi, a cui si voleva pure bene, che quando i lamentosi si lamentavano, rispondevano stoici “è estate, fa caldo”, come se solo loro fossero la classe adulta - e lo sapevamo che avevano ragione. Solo che pure avere ragione è un concetto lontano, quando superi i gradi 33 della scala Celsius.

Qui scelga il candidato qual è la notizia invisibile. E cioè che presto saremo così abituati alla scrittura elettrica che non ci piacerà quella impastata a mano.


Come tutti i sollievi, sentimento così vitale e così sottovalutato, passa quasi non vista la notizia dell’accordo in Iran, il petrolio torna a passare nello stretto, siamo salvi almeno da questa crisi.

Si è invece parlato molto di più sui social di Gwyneth P., che avrà probabilmente finito o quasi finito i soldi perché le propongono una pubblicità a orologeria e quella si siede, bionda in pigiama e tranquilla, su una cassa di dinamite. Una stupenda Soncini.

E poi:


Il Regno Unito - poi arriveranno anche tutti gli altri - decide per il ban dei social. Niente vita online fino ai 16 anni. La faccenda è molto poco commentabile, inutile provarci.

Non c’è da credere alle opinioni di nessuno, non perché non ce ne siano di argomentate, ma perché un’opinione qui non è possibile, solo avventurosa. È un tentativo e si deve solo osservare l’esperimento e tenere sotto controllo. Di sensato c’è solo un’ammissione: vent’anni di sistema social non regolato nella speranza dell’autodeterminazione e dell’educazione degli adulti li abbiamo fatti passare e non hanno funzionato. Proviamo il contrario e vediamo come va.

group of people standing on brown floor

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