Ester Viola

E se non avessimo altro problema che essere diventati di colpo tutti fessi?

La frutta che sa di caramella.

Avatar di Ester Viola
Ester Viola
giu 13, 2026
∙ A pagamento

L’hanno chiamata Godzilla, l’onda di calore che ci frollerà. Godzilla. Vorrei che succedesse meno spesso, sentire o leggere qualcosa e dover decidere se ridere o piangere. Servirebbe una terza soluzione-via-di-mezzo, che probabilmente già esiste, uno stato d’animo fatto apposta per quest’ultimo anno. Incapaci di previsioni a corto raggio, sarebbe bello che almeno gli intellettuali si applicassero alle impressioni collettive. Sestessismo per sestessismo, almeno fateci la diagnosi.

Ogni tanto mi interrogo sulla qualità decisiva. Che tipo di tratto di carattere servirà nei prossimi anni. Se serve il tocco umano, se invece si dovrà preferire il coraggio asettico, la capacità di restare ottimisti o in mancanza calmi. Se servirà l’intelligenza, come sempre, ma quale tipo di intelligenza. Se basterà diventare bravi con le domande all’AI, se bisognerà tenersi distanti dall’AI per salvarci i cervelli dal rinsecchimento. L’idea che mi sono fatta su ciò che farà nel futuro vicino la differenza tra i tristi e i felici (qualunque cosa felice voglia dire) è: capacità di assorbire lo shock. Specie gli shock piccoli.

Tra le cosine della settimana, forse-attacco al Pentagono, forse-tregua in Iran, forse-Vannacci-al-15%.

Ormai mi sono convinta. Non c’è un problema così grosso - al momento - quanto l’essere diventati tutti versioni adulte di adolescenti fessi. I dati convergono in massa. Cos’è che nel passato faceva sembrare rispettabili i trenta-quarantenni e che adesso abbiamo perso? Una certa vergogna dell’esposizione, che adesso è un fossile, un sentimento che riconoscono in pochi. La domanda che non esiste più è “Non ti senti in imbarazzo a fare queste pantomime sui social?”. E se esistesse, la risposta sarebbe no.
Niente è peggio di quelli che raccontano i sogni, ma io all’inizio dell’epoca social - era appena arrivato Facebook nei paesi piccoli, era il 2008, e cominciavo a pubblicare i miei autoscatti e le frasette che dovevano risultare spiritose - avevo un incubo ricorrente. Stupido e significativo.

Lavoravo in uno studio legale. E l’incubo era il seguente: il partner principale, scoperto il mio profilo (la bacheca) Facebook, mi convocava e con una faccia più triste che grave mi chiedeva “Ester, ma perché scrive queste sciocchezze?”. La faccenda che uno psicologo troverebbe interessante (nei cazzarielli inutili che oggi si trovano interessanti) è che l’esame di maturità riesco a sognarlo ancora, ma il sogno della Grande Vergogna Facebook dopo un annetto è sparito completamente.


C’entra con questo essere degli adolescenti cretini sempreverdi anche quello che ho trovato sui giornali iù-es-èi in questi ultimi giorni. In America hanno la frutta che sa di caramella.

woman in pink long sleeve shirt and blue denim jeans sitting on white floor

Questo post è per abbonati a pagamento.

Già abbonato a pagamento? Accedi
© 2026 Ester Viola · Privacy ∙ Condizioni ∙ Notifica di raccolta
Crea il tuo SubstackScarica l'app
Substack è la casa della grande cultura